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Società Sportiva Dilettantistica

BOTTONEGAM2015

GAMTEAMBS

G.A.M. TEAM Srl S.S.D. (Società Sportiva Dilettantistica) nasce nel 1994 dall’unione dei Soci fondatori, tra i quali l’ex primatista e campione mondiale Giorgio Lamberti, che hanno saputo coniugare capacità agonistiche di primo livello con una sapiente e misurata capacità di gestione della pratica sportiva adatta a tutti i livelli di età e capacità.
La Società oggi gestisce diversi impianti sportivi, che offrono servizi di grande qualità in un clima generale di simpatia ed attenzione ai dettagli.
Il circuito di impianti gestito da G.A.M. TEAM fa parte di un progetto integrato nel Circuito FIN e realizzato per offrire la miglior fruibilità possibile per il mondo sportivo.
G.A.M. Team offre benessere fisico e mentale, formazione e preparazione alla pratica sportiva dilettantistica e agonistica.
In questo progetto è stato messo lo sport al centro di tutto, sono nate così strutture pensate per la famiglia e per i bambini in particolare.
Lo sport oltre a far bene al fisico è educativo e forma il carattere, oltre ad essere un momento importante di socializzazione e confronto.

Ragione Sociale
G.A.M. TEAM S.R.L. S.S.D. Via Giovan Battista Francino, 36 – 25127 Brescia

Sede Legale
Via Giovan Battista Francino, 36 – 25127 Brescia

Amministrazione Operativa
c/o Piscina Comunale “Palablu” Travagliato Via Monte Grappa – 25039 Travagliato (Bs) Tel +39 030 6864158 – fax +39 030 2076144

Dati Amministrativi
Registro delle imprese: 03290090178
Repertorio Economico Amministrativo: 335432
Partita Iva: 03290090178
Codice Fiscale: 03290090178
Capitale Sociale: 60.000,00 € i.v.
PEC (Posta Elettronica Certificata): gamteam@legalmail.it

Ha esordito in Nazionale A nel 1986 ai Campionati del Mondo in Spagna.

2° posto ai Campionati Europei del 1987 (Strasburgo) sui 200m Stile Libero.

5° posto alle Olimpiadi 1988 (Seul) nella staffetta 4x200m Stile Libero.

Campione d’Europa a Bonn nel 1989 nei 100m Stile Libero, nei 200m Stile Libero e nella staffetta 4x200m Stile Libero.

Dal 1989 e fino al 1999 è stato primatista del mondo sui 200m Stile Libero con il tempo di 1’46,69″; è rimasto imbattuto per 10 anni.

Campione del Mondo a Perth nel 1991 sui 200m Stile Libero, 3° nei 100m  e nella staffetta 4x200m Stile Libero.

2° ai Campionati Europei nel 1991 ad Atene sui 200m e nella staffetta  4x200m Stile Libero. 3° nei 100 e 400 Stile Libero.

5° posto alle Olimpiadi di Barcellona  1992 nella staffetta 4×200 m Stile Libero.

Ha ricoperto la carica di Assessore del Comune di Brescia per la  sovrintendenza al servizio sport e attività ricreative, ai rapporti con le città gemellate, alle attività promozionali e ricreative per i minori e i giovani.

Dal 2014 è Presidente del Consiglio di Amministrazione della “Società Centro Sportivo San Filippo S.p.A.”.

G.A.M. Team è una Società Sportiva Dilettantistica affiliata CONI, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, alla Federazione Italiana Nuoto FIN, e per quanto riguarda la disabilità al CIP, Comitato Italiano Paralimpico e conseguentemente alla FINP, Federazione Italiana Nuoto Paralimpico.
G.A.M. Team, è riconosciuta dalla FIN come Scuola Nuoto Federale sin dalla Stagione 2001/2002.


Ogni anno, G.A.M. Team rinnova il suo impegno per fornire ai propri clienti ogni giorno un servizio di alto livello, professionale e cordiale. Di seguito la documentazione riguardante le affiliazioni per la Stagione in corso.

        FIN                FINP


Affiliazione
Federazione Italiana Nuoto

G.A.M. Team è affiliata alla Federazione Italiana Nuoto dal 1994. L’attività della FIN nei confronti degli atleti e degli altri soggetti tesserati va dalla ricerca di professionalità nell’insegnamento delle attività natatorie, alla preparazione di atleti di punta per le maggiori competizioni internazionali e all’adozione di misure di prevenzione e repressione dell’uso di sostanze dopanti e/o dannose. La FIN inoltre prevede alla copertura assicurativa dei propri tesserati nell’adempimento delle proprie attività.

Tra i mezzi di diffusione e promozione delle attività della FIN, rientrano anche la formazione e l’aggiornamento di tecnici, ufficiali gara, gestori e assistenti bagnanti, così come la preparazione e l’attivazione di campagne pubblicitarie e iniziative di marketing miranti a migliorare la conoscenza della attività natatorie presso il grande pubblico.


Affiliazione
Federazione Italiana Nuoto Paralimpico
finp

La FINP, Federazione Italiana Nuoto Disabili, nasce nel 2010 ed è riconosciuta a tutti gli effetti dal CONI, Comitato Olimpico Nazionale Italiano e di conseguenza dal CIP, Comitato Italiano Paralimpico.

Gestire al meglio le competenze del nuoto paralimpico, tenendo conto dell’evoluzione dello scenario sportivo nazionale ed internazionale: è questo il motivo che ha portato, il 25 settembre 2010, alla nascita della FINP, la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, una scelta dettata dal nuovo assetto organizzativo del CIP, nonché dall’esigenza di trasferire le discipline paralimpiche all’interno delle rispettive Federazioni Olimpiche.

Alla FINP il CIP ha demandato, pertanto, la gestione, l’organizzazione e lo sviluppo dell’attività sportiva del nuoto paralimpico, una delle discipline di punta del movimento degli sport disabili, sia in termini di tesserati, sia per quanto riguarda la scia di medaglie conquistate in ambito internazionale. Già presente ai primi Giochi Paralimpici della storia, quelli di Roma ’60, il nuoto paralimpico è sempre riuscito nell’obiettivo di creare il giusto ricambio generazionale, assicurando, in questo modo, presente e futuro di questo sport.

Da sempre molto attivo in ambito promozionale e presente, in modo capillare, su tutto il territorio nazionale, il nuoto paralimpico, attraverso la neo nata FINP, si fornisce di un nuovo e fondamentale strumento per incrementare ulteriormente la sua attività.


Adesione
Panathlon International
panathlon_logo

Dal 2013 G.A.M. TEAM firma la Dichiarazione sull’Etica nello Sport Giovanile di Panathlon International, e dimostra il proprio impegno nel rispettare le regole di comportamento nella ricerca di valori positivi nello sport giovanile.

Panathlon International è l’associazione dei “Panathlon Club”, i quali sono fondati essenzialmente sul volontariato dei soci.
Il Panathlon è un “Club-service” con finalità etiche e culturali che si propone di approfondire, divulgare e difendere i valori dello sport, inteso come strumento di formazione e di valorizzazione della persona e come veicolo di solidarietà tra gli uomini ed i popoli.

Il termine “Panathlon”, proveniente dalla lingua greca, può essere tradotto con l’espressione “insieme delle discipline sportive”, mentre il motto “Ludis Iungit” significa “uniti dallo sport”.

Che cos’è una Carta etica?

Negli ultimi anni sono stati redatti numerosi codici o carte etiche o carte dei valori da parte di gruppi professionali, di aziende, di enti privati e pubblici. La caratteristica precipua di questi documenti risiede nella cosiddetta autoregolamentazione: essi cioè comprendono un insieme di principi e di obblighi che non vengono imposti dall’esterno, ma sono scelti e stabiliti dai soggetti direttamente interessati, i quali autonomamente s’impegnano a rispettarli. Questa esigenza di autoregolamentazione esprime un’istanza di qualità e di eccellenza morale, che dà valore all’esperienza che si sta svolgendo e carica ciascuno di una responsabilità personale non delegabile. Lo stesso si può dire della Carta Etica G.A.M. Team, liberamente assunta e sottoscritta dal gruppi e dai singoli. Certo, sappiamo bene che le regole dei codici e dei regolamenti risultano essere vuote e sterili se il loro riconoscimento non è anche e necessariamente accompagnato da motivazioni forti e da atteggiamenti coerenti da parte delle persone. Per stigmatizzare e combattere il diffondersi di comportamenti scorretti o sleali non basterà appellarsi ai principi di una qualche carta etica; ma se questi principi verranno vissuti e praticati, pur con i limiti inevitabili che segnano ogni tentativo e sforzo umano, allora quella carta non risulterà inutile e vuota. Spetta alle donne e agli uomini del mondo dello sport ridare vita e passione ai valori del rispetto di sé e degli altri, della lealtà, dell’accettazione della sconfitta, della sana competitività, della fiducia reciproca, che contraddistinguono l’essenza più intima della vita sportiva.

Perchè una Carta etica?

La pratica sportiva coinvolge centinaia e centinaia di ragazzi e di giovani nei nostri impianti. Più volte durante la settimana essi s’incontrano, si allenano, apprendono nuove tecniche ed eseguono nuovi esercizi, mettono alla prova le proprie capacità e abilità; imparano un pò alla volta a “fare squadra”, non solo nello sport, ma anche nella vita di ogni giorno; vivono insomma un’esperienza privilegiata di crescita e di amicizia. Con loro vi sono decine e decine di allenatori, di dirigenti, di accompagnatori, che si prestano a mettere a servizio le proprie competenze, la propria disponibilità, la propria esperienza di vita. Vi è poi un’altra figura fondamentale, coinvolta il più delle volte in modo per lo più indiretto, ma non per questo meno importante: si tratta dei genitori che accompagnano e seguono i figli, affidando alla pratica sportiva il compito di una formazione fisica che sia anche nel contempo formazione globale della persona. Sono quindi molte le persone che partecipano a vario titolo, con compiti e responsabilità differenti, alla realtà dello sport. Non sempre vi è un’adeguata consapevolezza della rilevanza, sul piano personale e pubblico, di tale realtà. L’assunzione della Carta etica può aiutare i singoli soggetti, le squadre e le società sportive a riflettere sui significati, i principi, i valori fondamentali ai quali ispirarsi, per orientare al meglio il comportamento di ognuno.

Impegni per gli Atleti

  1. Vivere lo sport come momento di gioia, di occasione di crescita per sé e per i propri compagni e avversari, di verifica delle proprie capacità, di confronto positivo con gli altri, di solidarietà e di amicizia.
  2. Fare proprie e rispettare le regole con lealtà, sia negli allenamenti che nelle competizioni.
  3. Seguire le indicazioni dell’allenatore, rispettando ruolo e consegne.
  4. Accettare serenamente il responso della propria prestazione sportiva, anche quando non rispondente alle attese e non avere, né alimentare, la cultura del sospetto nei confronti delle decisioni che dipendono da altri (giudici, allenatori, compagni di squadra), abituandosi ad attribuirsi la responsabilità dell’esito delle proprie azioni.
  5. Sviluppare capacità autocritica mettendosi in discussione sia nel mancato conseguimento dei risultati attesi sia nel valutare senza censure il proprio impegno sia nella relazione con compagni ed avversari.
  6. Dare continuità al proprio impegno perché pazienza, costanza e disciplina sono i presupposti indispensabili per acquisire competenze.
  7. Valorizzare e incoraggiare i compagni di squadra, perché la crescita del gruppo aiuta la propria crescita e viceversa.

Impegni per gli Allenatori

  1. Curare la preparazione fisica e comportamentale della squadra sviluppando le competenze tecnico tattiche.
  2. Esercitare la propria funzione avendo sempre a riferimento il proprio ruolo educativo, facendo attenzione non soltanto all’educazione fisica e sportiva, ma anche e soprattutto alla formazione morale, civica e culturale del soggetto.
  3. Valorizzare le capacità di ciascun atleta, anche quelli meno dotati, rispettandone le caratteristiche e tempi di maturazione, disincentivando la specializzazione precoce e favorendo lo sviluppo di tutte le capacità motorie.
  4. Coinvolgere nelle attività tutti i ragazzi, indipendentemente dalle loro capacità, rafforzando la responsabilità individuale e collettiva.
  5. Valorizzare i progressi conquistati e il miglioramento delle capacità personali, indipendentemente dal risultato sportivo.
  6. Promuovere ed esercitare un’adeguata educazione alla salute, una sana alimentazione, il rifiuto di tabacco e alcool, anche in collaborazione con i Servizi di Medicina dello Sport e dell’Ausl, al fine di favorire lo sviluppo dell’autotutela della salute.
  7. Rifiutare il doping e gli stupefacenti, informare efficacemente e intervenire senza esitare in caso di consumo, somministrazione o diffusione.
  8. Educare alla lealtà verso il prossimo ed al rispetto dell’ambiente.
  9. Educare gli atleti alla cura del proprio corpo.
  10. Favorire i momenti di socializzazione, integrazione e tolleranza tra gli atleti, opporsi alla violenza in ogni sua forma, sensibilizzare, vigilare ed intervenire in maniera adeguata.
  11. Curare la propria formazione personale con scambi di esperienze e aggiornamenti per aumentare le proprie competenze tecnico, tattiche ed educative.
  12. Conoscere le principali agenzie educative e i principali servizi dell’Ausl e del Comune con i quali si possono avviare interazioni positive e collaborazioni per orientare i ragazzi e le loro famiglie ai servizi, in caso di bisogno.

Impegni per i Dirigenti

  1. Scegliere collaboratori e allenatori adeguatamente preparati e garantire loro l’adeguata formazione anche in ambito etico-deontologico.
  2. Promuovere la partecipazione alla vita societaria dei soggetti coinvolti, atleti, allenatori e genitori, armonizzando l’attività sportiva con la vita sociale.
  3. Contrastare ogni forma di corruzione, esigere ed incentivare la trasparenza nelle decisioni, regolamentare l’approccio in caso di conflitti, omaggi, sanzioni, rendendoli sistematicamente pubblici.
  4. Rispettare l’obbligo della visita medica annuale.
  5. Aggiornare costantemente le proprie competenze.

Impegni per i Genitori

  1. Considerare lo sport come mezzo potente per la promozione della salute e dare l’esempio praticando attività fisica e sportiva regolare.
  2. Sostenere e accompagnare il figlio nella pratica dello sport considerandola un momento importante, ma non esclusivo, della formazione di sé. Conosci le paure di tuo figlio. Le nuove esperienze possono essere stressanti. E’ assolutamente normale che tuo figlio sia impaurito. Non minimizzare, confortalo nella convinzione che se il suo allenatore l’ha iscritto a una gara è perché ha dimostrato di essere pronto. Ricorda che il tuo compito è sostenerlo durante tutta la sua esperienza natatoria.
  3. Non assolutizzare tale impegno, riponendo in esso aspettative sconsiderate, quasi che il figlio sia necessariamente destinato a divenire un campione. Non aspettarti che tuo figlio partecipi alle Olimpiadi. Ogni 4 anni ci sono circa 50 convocati per i Giochi Olimpici, tra maschi e femmine. La possibilità che tuo figlio un giorno rientri fra i convocati è di circa lo 0,0002%.
  4. Non confondere le proprie aspettative sportive con quelle dei figli. Non imporre le proprie ambizioni ai figli, ricorda che  il nuoto è la sua attività. Miglioramenti e progressi dipendono dalle caratteristiche individuali. Non giudicare i progressi di tuo figlio in base al confronto con altri atleti e non criticarlo in base alle tue impressioni.
  5. Non allenare tuo figlio. Non minare la credibilità dell’allenatore interferendo negli allenamenti. Il tuo compito è dare amore e sostegno. L’allenatore è responsabile del versante tecnico della preparazione. Non dare suggerimenti sulla tecnica o la strategia di gara. Non devi premiare tuo figlio per un buon risultato: ciò serve solo a confonderlo riguardo alle reali motivazioni per praticare questo sport e indebolisce la figura dell’allenatore.
  6. Sostieni comunque tuo figlio. L’unica domanda che devi porgli dopo una gara è “ti sei divertito?”. Se gare e allenamenti non rappresentano un divertimento, tuo figlio non deve essere costretto a prendervi parte. Incoraggia tuo figlio e l’intera squadra, rispettando e pretendendo rispetto per gli avversari. Nel corso di una manifestazione esprimi solo commenti positivi. Devi essere di incoraggiamento e non devi mai criticare tuo figlio o il suo allenatore. Sanno riconoscere gli sbagli da soli.
  7. Non criticare gli ufficiali di gara. Non criticare persone che stanno facendo del proprio meglio, senza essere retribuiti in alcun modo.
  8. Rispetta l’allenatore di tuo figlio. La fiducia reciproca tra allenatore e nuotatore è indispensabile. Contribuisce in maniera determinante al successo di tuo figlio. Non criticare l’allenatore in presenza di tuo figlio, rispetta le sue indicazioni così come quelle dei dirigenti, senza sovrapporti o addirittura sostituirti impropriamente al loro ruolo.
  9. Sii leale nei confronti della squadra. Non è saggio che un genitore faccia “saltare” il figlio da un club all’altro. L’acqua del vicino non è necessariamente più blu. Tutti i club hanno i propri problemi, anche quelli che sfornano campioni. Cambiare continuamente squadra può essere emotivamente difficile. Raramente un atleta migliora in modo significativo dopo un cambio di squadra.
  10. Dai a tuo figlio altri obiettivi oltre alla vittoria. Molti nuotatori di successo hanno imparato a concentrarsi sull’allenamento e non sui risultati. Dare il massimo di sé stessi indipendentemente dai risultati è molto più importante che vincere. Un campione olimpico diceva “Il mio obiettivo era stabilire un primato del mondo. Beh, l’ho fatto, ma nella stessa gara un altro atleta ha fatto ancora meglio. Questo mi rende un fallito? Per niente: vado fiero di quella gara”.

Tutte le immagini sono da ritenersi esemplificative

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